La causa energetica della malattia: perché il deficit di Prana ci fa ammalare
14 Giugno 2026 by
gianluigi costa
Ogni tanto ritorno su determinati argomenti e oggi voglio parlare della malattia, non dal punto di vista olistico delle sue cause fisiologiche, ma di quella che è la causa energetica principale che ci porta a stare male. Questo non è il pensiero di Gianluigi Costa; io sposo semplicemente gli insegnamenti dei grandi Maestri, nello specifico di Paramahansa Yogananda.
Yogananda ha spiegato con estrema precisione tecnica il motivo per cui ci si ammala. Se dobbiamo sintetizzare, la motivazione principale della malattia è la carenza di prana, ovvero di energia vitale. Le persone si ammalano perché hanno poca energia.
Il deficit di energia: un problema dell’uomo moderno
Yogananda sosteneva già decenni fa che l’essere umano ordinario possiede mediamente solo il 50% del prana di cui dovrebbe disporre. Oggi, secondo me, la situazione è ancora peggiore. Ma perché abbiamo così poca energia?
Fondamentalmente per due ragioni: la nostra ignoranza e i condizionamenti mentali. Non parlo di ignoranza scolastica, ma di ignoranza del senso della vita, delle leggi che governano la creazione, del perché siamo qui e di chi siamo realmente. Questa mancanza di consapevolezza genera tensioni mentali, desideri finti, paure e ansie.
L’uomo moderno ha molte più “seghe mentali” rispetto al passato. Ogni stato emotivo di paura o tensione consuma energia: è come se i nostri pensieri fossero un fiume in piena che prosciuga la nostra riserva vitale. Inoltre, questa chiusura mentale ci rende rigidi, e laddove c’è rigidità, c’è meno apertura. Siamo, di fatto, meno ricettivi.
La “Bocca di Dio”: come acquisiamo energia
L’energia entra nel corpo umano da un punto specifico, situato tra la fine del cranio e la nuca, dove il midollo allungato incontra il polo posteriore del sesto chakra (che può essere chiamato Aghia o Agna). Questo punto viene definito “Bocca di Dio”.
Se questa “bocca” è poco aperta a causa della rigidità, dell’ottusità e delle false credenze, entra poca energia. A questo si aggiunge un respiro corto, alto, affannato, che non permette l’ossigenazione profonda necessaria a veicolare il prana.
La soluzione: il percorso di crescita
La soluzione è intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale che abbia la funzione di:
-
Destrutturare l’ignoranza, dandoci conoscenza e consapevolezza.
-
Cambiare la prospettiva sull’esistenza.
Smettiamo di cercare la felicità fuori di noi — nelle relazioni, nel denaro, nello status — e iniziamo a fare quel lavoro interiore che ci porta a scoprire che dentro di noi c’è tutto ciò che serve.
Strumenti per ricaricarsi e non disperdere energia
Dobbiamo imparare ad acquisire più prana e a consumarne di meno. Ecco alcuni strumenti fondamentali che pratico e insegno da oltre 30 anni:
-
La Meditazione: Lo strumento principe. Ci porta in profondità, rallenta il fiume in piena dei pensieri e trasforma la qualità della nostra vita emotiva ed energetica.
-
Il Reiki: Pratica fantastica per sperimentare pace interiore e ricaricarsi. Attraverso gli insegnamenti tradizionali del Maestro Usui, il trattamento (a sé o agli altri) induce un rilassamento profondo che inverte il processo di consumo energetico.
-
La Preghiera e la Devozione: Entrare in uno stato d’amore verso il Divino.
-
Il contatto con la Natura: Godere dell’alba, del tramonto, del verde, ossigenando il corpo e lo spirito.
-
L’Arte: Quando ti immergi nella musica, nella pittura o nella scrittura, entri in uno stato meditativo che ti rigenera profondamente.
Sintesi: il cammino verso la salute
La causa energetica della malattia è un sistema in cui entra poca energia e ne viene bruciata troppa a causa dell’iperemotività. Per mantenere l’equilibrio — dove il sistema immunitario funziona, non ci autointossichiamo e il sistema nervoso non va in sovraccarico — dobbiamo agire con coerenza.
Non serve un percorso “involutivo” per stare male, perché chi cerca il male è già sulla sua lunghezza d’onda. Per stare bene, invece, dobbiamo lavorare quotidianamente per diventare noi stessi il Bene.