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Perché oggi si mette la fisica quantistica dappertutto (anche dove non c’entra)

17 Gennaio 2026 by

gianluigi costa

Dio e la scienza

Negli ultimi anni si è diffusa una tendenza sempre più evidente: infilare la fisica quantistica ovunque, come se qualsiasi cosa dovesse essere legittimata solo se dimostrata scientificamente, e nello specifico dalla fisica quantistica.
Spiritualità compresa.

Si arriva persino ad affermare che leggi universali come il karma e la reincarnazione siano concetti superati, perché – secondo alcuni filoni – la fisica quantistica avrebbe ormai dimostrato altro, andando “oltre” queste visioni.

Da un certo punto di vista, chi segue questo approccio sostiene che karma, reincarnazione e persino la spiritualità siano idee obsolete, sorpassate dalle scoperte della fisica moderna.

Ecco, fermiamoci un attimo.

La fisica quantistica non ha dimostrato tutto ciò che le viene attribuito

La prima cosa che invito tutti a fare è informarsi seriamente.
La fisica quantistica non ha dimostrato molte delle cose che oggi le vengono attribuite.

Per un motivo molto semplice: la fisica quantistica è, in larga parte, fisica teorica.
La fisica teorica ipotizza ciò che la fisica sperimentale, al momento, non è ancora in grado di dimostrare.

Facciamo un esempio concreto.

Il caso del “bosone di Dio” (chiamato erroneamente così)

Ricordate il famoso bosone di Higgs, impropriamente e erroneamente chiamato “particella di Dio”?
Non lo dico a caso: è davvero una definizione errata, e basta fare un minimo di ricerche per verificarlo.

Al CERN di Ginevra è stato condotto un esperimento per individuare questo bosone, previsto dalla fisica teorica.
Secondo alcune ipotesi teoriche:

  • se il bosone avesse avuto un certo peso, avrebbe dimostrato che viviamo in un universo unico;

  • se avesse avuto un altro valore, avrebbe indicato l’esistenza di un multiverso.

Dopo anni di elaborazione dei dati, il risultato è stato sorprendente:
il peso del bosone – che, a detta loro, è stato individuato e misurato – si è collocato esattamente a metà.

Né da una parte, né dall’altra.

Questo significa che la fisica sperimentale non ha confermato né l’una né l’altra ipotesi.
E questo è un punto fondamentale.

Attenzione alle affermazioni affrettate

Alla luce di tutto questo, è necessario andare cauti quando si afferma che:

  • certi concetti sono superati;

  • la spiritualità è stata “smentita”;

  • il pensiero non crea più nulla;

  • la fisica quantistica ha dimostrato che tutto ciò è obsoleto.

È vero che è stato dimostrato che l’osservatore influenza l’evento osservato.
Benissimo.

Ma dal dire che l’osservazione influenza al dire che il pensiero crea la distanza non è poi così grande.
Siamo molto più vicini di quanto si voglia far credere.

Affermare però che la spiritualità sia superata perché la fisica quantistica sarebbe “andata oltre” è un errore concettuale enorme.
Soprattutto perché stiamo parlando di teorie, non di dimostrazioni definitive.

E, soprattutto, non è detto che scienza e spiritualità non combacino.
Anzi: è molto più probabile che, col tempo, la fisica arrivi a dimostrare ciò che le leggi universali e spirituali insegnano da millenni.

L’arroganza di voler definire l’indefinibile

C’è poi un altro punto cruciale:
è arrogante pensare di poter definire, dimostrare o catalogare l’indefinibile.

E di cosa sto parlando?
Di Dio.

È vero che la fisica teorica, in alcuni aspetti, si avvicina al concetto di divino.
Ma è altrettanto vero che, secondo gli stessi insegnamenti spirituali, del divino non esistono parole, concetti o formule in grado di spiegarlo.

Non perché manchi l’intelligenza, ma perché il divino non appartiene a questo piano di coscienza tridimensionale.
Non è catalogabile.
Non è etichettabile.

E quando sento affermare che concetti come la reincarnazione siano superati, trovo tutto ciò inconcepibile.

Reincarnazione, tempo e coscienza

È vero: in altre dimensioni il tempo non esiste, tutto è simultaneo.
Da questo punto di vista, anche il concetto di reincarnazione è una semplificazione, un modo limitato per spiegare l’esperienza della coscienza attraverso spirito e anima in tempi, spazi e contesti differenti.

Su questo possiamo essere d’accordo.

Ma la spiritualità non è un dogma.
Non è una religione rigida.
È uno strumento, un metodo, un cammino per entrare in contatto con la propria vera natura.

E la vera natura dell’essere umano è divina.

Dio non si spiega.
Dio si sperimenta.

E anche quando lo sperimenti, non esistono parole per descriverlo.
Si usano metafore, immagini, simboli, perché la mente razionale non è in grado di concepire ciò che è infinito.

“Io sono colui che è”

In molti testi sacri troviamo frasi come:

“Io sono colui che è”.

Che cosa significa?
Colui che è… cosa?

Non è definito.
Ed è proprio per questo che è infinito.

Dire che Dio esiste da sempre ed esisterà per sempre manda in tilt la mente umana, perché noi viviamo in una realtà in cui tutto ha un inizio e una fine.
Siamo abituati a pensare in termini di causa ed effetto, di creazione, di evoluzione.

Ma Dio non ha avuto origine.
Non è stato creato.
È.

Già solo questo è sufficiente a mandare in crisi qualsiasi struttura mentale.

Scienza e spiritualità: piani diversi

Affermare che gli insegnamenti antichi siano superati perché la scienza “ha dimostrato altro” è un errore grave.

La scienza ha dimostrato alcune cose, ne sta studiando molte altre, e probabilmente nei prossimi millenni arriverà a spiegare le leggi che governano l’universo, forse anche altre dimensioni.

Ma attenzione:
le leggi dell’universo non sono il creatore dell’universo.

Il creatore non appartiene alla creazione.
È oltre.

Possiamo ipotizzare, teorizzare, immaginare.
Ma quando il ricercatore trova qualcosa, trova ciò che sta cercando.
E se cerca Dio, trova la sua idea di Dio, non Dio.

Perché tutto ciò che troviamo appartiene comunque al mondo manifestato.

Il divino è solo sperimentabile

Quando parliamo di Dio, entriamo nel campo dell’inesprimibile, dell’inspiegabile.
E qui la teoria lascia spazio all’esperienza.

Ma non esistono strumenti scientifici in grado di dimostrare questo, oggi.
E secondo molti insegnamenti, non esisteranno mai.

Ecco perché è pericoloso infilare la fisica quantistica ovunque, senza discernimento.

Discernimento e verità

Il rischio è enorme:
si arriva ad affermare che i concetti spirituali siano superati, quando non lo sono affatto.

La fisica quantistica, per quanto affascinante, è in gran parte teorica.
La fisica sperimentale non ha dimostrato molte delle affermazioni che oggi circolano.

La scienza potrà spiegare sempre meglio come funziona l’universo, ma la connessione con la nostra vera natura, che è divina, resta un’esperienza interiore.

Come insegnava Yogananda, Dio è la coscienza cosmica, e ciò che percepiamo nella creazione è solo un riflesso, non Dio stesso.

Il vero ricercatore lo sa.
Non solo a livello intellettuale, ma soprattutto esperienziale.

Per questo invito tutti a non correre dietro a ogni moda “quantistica”, ma a usare:

  • discernimento,

  • buon senso,

  • coscienza.

Ricordiamoci che la verità è una.
Non ce ne sono tante.

E mi fermo qui.